Elisabetta II ha ringraziato i media britannici per il loro impegno durante la pandemia

di Stefania Elena Carnemolla


Ai primi di ottore la regina Elisabetta II ha inviato un messaggio di auguri e di ringraziamenti alla News Media Association in occasione della Journalism Matter Week, evento che celebra annualmente il ruolo dei media tradizionali nella società democratica e la cui missione è cambiare in meglio la vita delle persone.


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La regina Elisabetta II © iStock

Con il suo messaggio la Sovrana ha voluto, infatti, manifestare la propria vicinanza al mondo dei media tradizionali, che considera simbolo d’informazione di qualità, riconoscendo il loro impegno durante l’attuale crisi sanitaria: “La pandemia di Covid-19 ha dimostrato ancora una volta l’importante ruolo di servizio pubblico dei media tradizionali, sia a livello nazionale che regionale. Poiché il nostro mondo è cambiato radicalmente, è vitale disporre di fonti d’informazione affidabili e attendibili, in particolare in un’epoca in cui ci sono così tante fonti che fanno a gara per catturare la nostra attenzione”.


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La regina Elisabetta II © iStock

Informare per rassicurare fa parte da sempre della storia della Sovrana, sin da quand’era adolescente. Il 13 ottobre 1940 l’allora principessa Elisabetta, figlia di re Giorgio VI e della regina consorte Elizabeth Angela Marguerite Bowes-Lyon, tenne, infatti, ancora quattordicenne, il suo primo discorso alla radio durante la trasmissione Children’s Hour della British Broadcast Corporation, la BBC, i cui studi aveva avuto occasione di visitare già nel 1939 con i genitori.


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La giovane principessa Elisabetta visita con i genitori gli studi della BBC alla Broadcasting House nel 1939 © BBC

L’evento radiofonico dell’ottobre del 1940 venne annunciato da Radio Times della BBC, con la giovane principessa in copertina.


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Radio Times annuncia il discorso della principessa Elisabetta ai bambini dell’Impero britannico © BBC

L’annuncio era stato pensato per i tanti bambini britannici evacuati durante la guerra: nel settembre 1939 dalle città alle campagne, quindi nel 1940, a causa della minaccia crescente dei siluri delle navi, verso Stati Uniti, Canada, Australia, Nuova Zelanda, Sud Africa.


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La principessa Elisabetta e la principessa Margaret durante l’annuncio radiofonico del 13 ottobre 1940

“Stiamo facendo tutto il possibile per aiutare i nostri valorosi marinai, soldati e aviatori e anche noi cerchiamo di sopportare pericolo e tristezza della guerra. Tutti noi sappiamo che, alla fine, tutto andrà per il meglio” dirà la giovane principessa per poi augurare la buonanotte insieme alla sorella, la principessa Margaret, ai tanti bambini di Sua Maestà britannica in patria e nei territori d’oltremare.


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La principessa Elisabetta e la principessa Margaret durante l’annuncio radiofonico del 13 ottobre 1940

DISCORSO RADIOFONICO DELLA PRINCIPESSA ELISABETTA DEL 13 OTTOBRE 1940

In wishing you all ‘good evening’ I feel that I am speaking to friends and companions who have shared with my sister and myself many a happy Children’s Hour.

Thousands of you in this country have had to leave your homes and be separated from your fathers and mothers. My sister Margaret Rose and I feel so much for you as we know from experience what it means to be away from those we love most of all.

To you, living in new surroundings, we send a message of true sympathy and at the same time we would like to thank the kind people who have welcomed you to their homes in the country.

All of us children who are still at home think continually of our friends and relations who have gone overseas – who have travelled thousands of miles to find a wartime home and a kindly welcome in Canada, Australia, New Zealand, South Africa and the United States of America.

My sister and I feel we know quite a lot about these countries. Our father and mother have so often talked to us of their visits to different parts of the world. So it is not difficult for us to picture the sort of life you are all leading, and to think of all the new sights you must be seeing, and the adventures you must be having.

But I am sure that you, too, are often thinking of the Old Country. I know you won’t forget us; it is just because we are not forgetting you that I want, on behalf of all the children at home, to send you our love and best wishes – to you and to your kind hosts as well.

Before I finish I can truthfully say to you all that we children at home are full of cheerfulness and courage. We are trying to do all we can to help our gallant sailors, soldiers and airmen, and we are trying, too, to bear our own share of the danger and sadness of war.

We know, everyone of us, that in the end all will be well; for God will care for us and give us victory and peace. And when peace comes, remember it will be for us, the children of today, to make the world of tomorrow a better and happier place.

My sister is by my side and we are both going to say goodnight to you.

Come on, Margaret.

Goodnight, children.

Goodnight, and good luck to you all.