Storie di navi e folgori nel Settecento

di Stefania Elena Carnemolla

 

Fulmini e saette erano un pericolo per navi e velieri in balia delle tempeste e così il 16 dicembre del 1753 il medico chietino Giovanni Fortunato Bianchini scrisse all’Accademia Reale delle Scienze di Parigi comunicando di aver visto scintillare poco prima di un temporale nel Castello di Duino, arroccato su uno sperone roccioso del Carso a strapiombo sul mare di Trieste, due antiche picche di ferro e che la cosa si sarebbe potuta sperimentare a bordo di una nave piantando una picca sull’albero maestro per segnalare l’arrivo della burrasca.

 

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Il castello di Duino in un dipinto di Ludwig Rubelli von Sturmfest

 

Nel 1774 il Magazzino Toscano diede, invece, notizia di un ritrovato del gesuita veneziano Gian Battista Toderini. Il 15 agosto del 1772 Toderini aveva scritto a Benjamin Franklin, l’inventore del parafulmine.

 

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Benjamin Franklin in un ritratto di Dave Martin del 1767

 

Accompagnava la lettera un trattato sulla possibilità di applicazione alle navi delle “punte preservatrici dal fulmine” o “spranghe frankliniane”. Toderini suggerì, cioè, di spostare a poppa, da sotto l’albero maestro, le polveriere e di proteggerle con del cuoio per poter isolare le

 

“lastre di ferro troppo amiche del fulmine e quindi troppo pericolose colle quali gl’Ingegneri di guerra pensano necessario chiuder la polvere per salvarla dal fuoco particolarmente dell’artiglieria nimica nei combattimenti navali”.

 

Sarà bene, dirà Toderini, che un fulmine possa scaricarsi in mare poiché “meglio dell’umida terra ricevono il fulmine l’acque”, secondo un principio caro alla bottiglia di Leida, prototipo del condensatore. Egli propose, pertanto, di spalmare l’albero maestro di pece greca, buon isolante, dotandolo altresì di un anello di bronzo a punte dorate, ricordo delle “spranghe frankliniane”, cui assicurare una verga metallica in comunicazione con dei conduttori. Accogliendo il suggerimento di un certo professore di Londra, egli, quindi, raccomandò di ungere di colofonia anche la banderuola dell’albero.

 

Il ritrovato di Toderini sarebbe stato ben accolto da Giuseppe Toaldo, lo studioso padovano estimatore di Franklin e autore di un piccolo trattato sulla maniera di preservare gli edifici dal fulmine, mentre, nel 1778, il Senato di Venezia ordinerà di disseminare di “spranghe elettriche” i depositi di polvere pirica della terraferma e le polveriere a bordo delle navi. La strada era tracciata.


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Veliero in mezzo alla tempesta © Pinterest