La Monarchia vista da un repubblicano

Negli ultimi tempi mi sono trovato ad avere del tempo che fino ad ora non avevo. Dopo una vita di lavoro sono finalmente andato in pensione. Faccio spesso lunghe passeggiate con il mio cane, uso mezzi pubblici o passo del tempo a leggere il giornale seduto in un caffè. Il mio girovagare mi porta vicino alle persone e in alcune occasioni, e non solo, mi è capitato di sentire frammenti di discorsi o anche solo accenni sul tema della Monarchia.

Ammetto che mi ha un po' incuriosito questo parlare, questi argomenti: sono cresciuto in una realtà molto diversa, con principi, valori, credenze molto lontani da questi argomenti, e appunto per questo ho pensato di aggiornarmi facendo qualche ricerca su questo tema. La Monarchia è una forma di stato, il capo è un Re, una Regina, un Imperatore o un’Imperatrice designati a vita in forma di successione ereditaria, invece che nel rispetto del principio di rappresentatività popolare (come nella forma repubblicana). In Italia la Monarchia è iniziata il 17 [Marzo] 1861 con la formazione del Regno d’Italia ed ha avuto termine il 2 Giugno 1946 con il referendum popolare dove si chiedeva agli italiani se volevano la Repubblica o la Monarchia; vinse, con tanti mugugni, ricorsi e discussioni, la Repubblica con il 54,3% contro il 45,7% per la Monarchia.

Il Regno d’Italia ha avuto una tradizione e un impatto decisamente importante nella storia della nostra Nazione, una Monarchia costituzionale dove il Sovrano regnava con poteri limitati e stabiliti da una Costituzione, che sono tuttavia più vasti di quelli che avrebbe in una Monarchia parlamentare: la funzione legislativa è del Sovrano assieme al Parlamento, il Sovrano è titolare del Potere Esecutivo che viene affidato, però, a un governo designato dal Re.


Coat_of_arms_of_the_Kingdom_of_Italy_1848-1870svgpng


Come dicevo, il Regno d’Italia, è stato importante perché nei vari governi che si sono succeduti abbiamo avuto delle figure di alto livello, sia dal punto di vista politico, ma anche dal punto di vista personale, caratteriale, istituzionale. Sono stati 30 i Capi di governo durante il Regno, il primo Camillo Benso Conte di Cavour, per arrivare all’ultimo Alcide Gasperi, senza dimenticare Depetris, Giolitti, Ricasoli. Il primo Re d’Italia fu Vittorio Emanuele II di Savoia, mentre l’ultimo fu Umberto II di Savoia: la capitale fu prima Torino poi Firenze, Roma, Brindisi e infine Salerno; l’inno nazionale era, ovviamente, “la marcia reale“. Supportato dai dati storici, ci sono anche degli aneddoti o testimonianze che riguardano la Monarchia da parte di politici o persone famose che mai si sarebbe detto: Scalfaro, prima padre costituente poi Presidente della Repubblica Italiana, Scalfari, fondatore del quotidiano nazionale la Repubblica, Bartali, uomo giusto tra i giusti a favore della libertà durante la guerra, l’attore napoletano Totò, ma qui è facile, era già principe, Montanelli, anche qui è stato quasi un obbligo. Tra molte frasi famose dette a riguardo della Monarchia, una che mi ha fatto un po' sorridere ma in fin dei conti ha una certa verità, è una frase di Giovannino Guareschi che recitava: “Penso che le Monarchie siano destinate a fallire non perché siano esse superate, o perché i popoli non le vogliano, ma perché nessuno vuole fare più il Re”. Attualmente le persone propense alla Monarchia in Italia sono circa 40.000 e da quello che si può capire il loro scopo principale è quello di cercare di abolire l’art. 139, nel quale si dice che la forma repubblicana non può essere oggetto di revisione costituzionale, questo per aprire alla possibilità di un nuovo referendum.

Attualmente ci sarebbero due linee di pensiero riguardo la successione di Umberto II, una dice che l’erede al trono sarebbe Vittorio Emanuele di Savoia, ma il matrimonio con Marina Doria, non autorizzato dal Re Umberto II lo porterebbe fuori dalla linea di successione; l’altra linea direbbe Amedeo di Savoia Aosta, insomma diatribe di alto lignaggio ma difficili da capire e interpretare per noi che non abbiamo vissuto la Monarchia in prima persona.

Che storia però la Monarchia in Italia, quante cose a dire poco bizzarre sono successe o si possono raccontare; certo, vivere la Monarchia in una nazione dove c’è la Repubblica non deve essere facile, fare valere le proprie opinioni, cercare di fare capire che la Monarchia è meglio della Repubblica nel nostro contesto deve essere quanto meno frustrante. I fautori della Monarchia mettono nella discussione diverse cose: la Monarchia costerebbe meno della Repubblica (220 mln a fronte di 30 mln), ci sarebbe meno corruzione, ci sarebbero meno dispersioni di risorse e quant’altro; certo, per contro bilanciare si potrebbe mettere sul piatto della bilancia il fatto che dare il potere nelle mani di una sola persona, il Re, comporterebbe dei rischi, ma in tutta onesta è una forma di populismo, non è corretto dire questo in quanto il Re è sì il garante dell’Unità Nazionale in quanto al di sopra delle fazioni politiche perché educato fin da bambino e non prodotto da una classe politica, ma il potere è in mano al parlamento, ovviamente questo nelle moderne Monarchie. Insomma, quesiti difficili da capire, da interpretare o da giustificare, infatti sono qui che sto rileggendo a voce alta queste righe per capire se ciò che ho scritto possa essere valido, mentre il mio cane, guarda caso il suo nome per esteso all’anagrafe canina, è Conte Max, mi sta guardando con una espressione incerta se non dubbiosa, come a volere dire: mi è venuta fame.

Questa ricerca, queste informazioni; mi ha fatto piacere scartabellare tra i libri per avere queste notizie. La storia del nostro paese è ricca di vicende, fatti, personaggi incredibili e anche se non la si pensi nello stesso modo, arricchirsi di queste notizie non può fare altro che bene.