DUE RAMI DELLO STESSO ALBERO

di  Edmond Dantes

Ci piace sperare che i due rami dell’albero di Casa Savoia possano ricomporre i propri dissidi e che questa triste diatriba dinastica, che si trascina da fin troppo tempo, arrivi a vedere la parola fine. Un ramo si è distinto per l’esposizione mediatica, il desiderio di dar lustro alla Real Casa, di aumentare la consistenza numerica dei decorati, di diffondere il buon nome di Casa Savoia nel mondo. 

Esistono delegazioni di Casa Savoia in tutti i continenti e questo è meraviglioso. I contributi degli iscritti agli Ordini Dinastici finanziano una mole impressionante di opere caritatevoli e questo è un ulteriore merito che illustra la bianca Croce di Savoia, grande desiderio di dare lustro alla Casa Reale fondata più di mille anni or sono da Umberto Biancamano. 

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Bene, da una parte c’è tutto questo elenco assolutamente NON esaustivo per non parlare dell’impegno di chiunque faccia parte degli Ordini Dinastici di Casa Savoia. Tutto questo è bellissimo ed a dir poco encomiabile; poi c’è l’altra faccia della medaglia, vale a dire i documenti ufficiali. Si potrebbe parlare del Codice Civile del 1942, si potrebbe andare a ritroso nel tempo per arrivare sempre al Codice Civile del 1865, e via via ancora più indietro nel tempo fino ad ancora prima della rivoluzione francese, con le Regie Patenti di Casa Savoia del 13 Settembre 1780, ed in buona sostanza tutti questi documenti assolutamente ufficiali di Casa Savoia parlano con estrema chiarezza nonostante i due secoli e mezzo che ci separano appunto dalle Regie Patenti: un matrimonio reale deve essere autorizzato dal RE, se ciò non avviene c’è una storia d’amore sicuramente meravigliosa ma purtroppo di fronte a Sua Maestà il Re si perdono alcuni diritti. 

Ognuno di noi ha dei sacrosanti diritti ma ancora prima di questi abbiamo dei doveri, e questo vale soprattutto per gli appartenenti ad una Casa Reale come quella di Savoia. Se proprio cerchiamo dei precedenti possiamo ripassare la storia di qualche altra Casa Reale europea e quindi è inevitabile pensare a Sua Maestà Reale e Imperiale Re Edoardo VIII, sovrano inglese che per amore di Sua moglie non esitò a restare sul Trono di San Giacomo solamente dal 20 Gennaio all'11 Dicembre 1936, giorno della propria abdicazione. Si resta assolutamente ammirati dalla lucida coerenza, onestà, dignità e regalità di questo grandissimo Re Imperatore che non ha esitato a rispettare la legge inglese; innamorato di Sua moglie ma senza scavalcare lo Stato, senza offendere il Trono, senza alcuna prevaricazione. 

Un Re deve ovviamente essere il primo a rispettare le leggi del proprio Regno, un Re deve essere assolutamente d’esempio anche perché una legge resta valida fino alla propria abrogazione nonostante abbia diversi secoli sulle spalle. 

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 Non c’è niente da fare: i due rami di Casa Savoia devono accettare le leggi dinastiche, devono convivere, devono sostenere Casa Savoia ed il Suo Trono, massimo rispetto per chiunque ma il vero erede al trono è Colui che rispetta in tutto e per tutto le leggi dinastiche che ne regolano la successione. Bisogna altresì riconoscere come assolutamente encomiabile l’enorme coraggio e grandezza d’animo di Colui che è pronto a rifiutare un Trono per amore della propria moglie. 

Onore a Chi rispetta in tutto e per tutto le leggi dinastiche, Onore al Re Aimone di Savoia.