Sean Connery è morto. Il celebre attore inglese si è spento nel sonno, aveva novanta anni

di Giorgio Moscatelli

Il mio nome è Bond, James Bond. Quante volte abbiamo sentito pronunciare queste parole e quante volte le abbiamo recitate noi stessi! Ricorderete anche quando avete assunto la posizione di 007 in piedi con le braccia conserte, o fingendo la presenza di una pistola nella mano nell’atto di sparare con il pollice e l’indice, per poi soffiare sul dito fumante. La suggestione non era, nemmeno lontanamente, simile all’interpretazione di Sean Connery nei panni dell’agente segreto di Sua Maestà Britannica, ma questo lo sapevamo. Il celebre attore, nel pronunciare quelle parole, assumeva una piega del viso che andava dal serio, all’autoritario e, infine, all’ironico, con una particolare piega della bocca e uno sguardo che potremmo definire inquisitorio e sornione nello stesso tempo, ovviamente indossando un impeccabile smoking. Sean Connery ha seguito la giovinezza della mia generazione con sette film indossando l’abito di 007, sempre elegante e raffinato sia quando scendeva in velocità su una pista da sci, sia quando attraversava a cavallo il guado di un fiume, tra spruzzi di acqua e fango. Era impressionante poi la sua padronanza nel destreggiarsi con le annate e le qualità dei vini. 

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Insieme a Miss MoneyPenny, gli uomini l’hanno invidiato per le sue continue apparizioni accanto a bellissime attrici, una fra tante: la sensuale Ursula Andress in “Licenza di uccidere”. Le donne lo hanno amato per quello sguardo penetrante e per quel sorriso affascinante e, ovviamente, per la sua bellezza. Per tanti anni l’ammaliante attore, a bordo della sua Aston Martin modello DB5, ci ha portato in giro per il mondo con le micidiali armi consegnategli, nella sede dell’MI6, dal maggiore Geofrey Bootthroyd, nome in codice Q.

Quando Sean ha smesso di interpretare il ruolo di James Bond, molti suoi colleghi hanno indossato i suoi abiti; sempre eleganti, affascinanti, intriganti, ma mai nessuno è riuscito a raggiungere quella perfezione che tutti noi abbiamo imparato a conoscere. 007 con licenza di uccidere sarà per sempre lui: Sean Connery.

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L’attore scozzese nasce nel 1930 a Edimburgo da una umile famiglia di lavoratori: suo padre era un contadino e sua mamma una cameriera. Il giovane Sean a 16 anni si arruola in marina, ma lascia la divisa dopo tre anni a causa di un’ulcera nell’apparato digerente. Una volta in congedo si guadagna da vivere facendo lavoretti qua e là: bagnino, lavapiatti, guardia del corpo, muratore. Grazie al suo aspetto atletico, lavora come modello per una scuola d’arte ed entra in una squadra di calcio del suo quartiere, iniziando una carriera sportiva mirata al professionismo. Nel 1953 partecipa al concorso per Mister Universo arrivando al terzo posto, ma la strada atletico-sportiva è presto abbandonata. In seguito fa il suo esordio in un musical e ottiene piccole parti nel cinema e in teatro, fino al grande debutto cinematografico nel 1957 con un ruolo in “Il club del Gangster”. Un anno dopo, nel 1958, mentre lavora in “Estasi d’amore” in compagnia di Lana Turner, si vocifera di una sua storia con la bella attrice. Il fidanzato della star americana si presenta sul set e, infuriato dalla gelosia, punta una pistola sul viso di Sean. L’attore scozzese, cresciuto nelle strade di Edimburgo, non si fa cogliere alla sprovvista e lo disarma riducendolo all’impotenza.

La svolta decisiva avviene quando gli assegnano il ruolo agente segreto con licenza di uccidere. L’attore si adatta al ruolo di Bond e ne nasce il celebre personaggio. Fin dalla proiezione della prima di “007 licenza di uccidere”, avvenuta nel ‘62 il successo è clamoroso. Film dopo film, Bond diventa il fenomeno mondiale che tutti conosciamo. Nel pieno successo delle sue interpretazioni nel ruolo di agente segreto, viene chiamato da Alfred Hitchcock per il film capolavoro “Marnie”. Da lì in poi si è passati di successo in successo: in “Assassinio sull’Oriente Express”, l’attore scozzese, nei panni di un ufficiale Inglese, si destreggia tra le righe di uno dei migliori adattamenti mai realizzati dalle opere letterarie di Agatha Christie; poi “Il vento del leone” dove interpreta l’affascinante capo Berbero che rapisce una bravissima Candice Berger sulle sabbie del deserto del Sahara; quindi diviene Guglielmo di Baskerville ne “Il nome della rosa“, alle prese con una serie di delitti in un’Abazia sulle Alpi. Ne “Gli Intoccabili” avviene la consacrazione come grande attore guadagnando l’Oscar; in “Caccia a Ottobre rosso” è la volta di un comandante di sottomarini sovietico che, con il suo enigmatico comportamento, conquista la libertà dall’oppressione comunista. Le sue interpretazioni, sempre convincenti ed emozionanti, ci hanno rivelato un attore dalle straordinarie capacità. La sua presenza prendeva la scena dovunque, come in “Robin Hood, il principe dei ladri”. Il film si conclude con il matrimonio tra Lady Marian e Robin Hood, una unione benedetta da Sean Connery nei panni di Re Riccardo cuor di leone, appena tornato dalle Crociate. Una fulminante apparizione di pochi attimi che ha scatenato applausi in sala. 

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Sean Connery-Riccardo cuor di leone

Nel 2000, Sean Connery viene nominato Cavaliere del Regno dalla Regina Elisabetta II d’Inghilterra. La cerimonia si svolge nel palazzo di Holyroodhoues a Edimburgo, in Scozia. L’attore, che è di origini scozzesi e appoggia lo Scottish National Party, il partito per l’indipendenza scozzese, non ha voluto rinunciare al suo abito tradizionale. La celebre star arriva nella sala delle cerimonie con indosso un Blazer nero, una camicia bianca da cerimonia e lo sporran sul classico gonnellino scozzese, il kilt; attraversa la sala arrivando davanti alla Regina e, sfoderando tutta la classe cui siamo abituati, si esibisce in un profondo inchino di riverenza. La Regina, con un rituale antico di secoli, poggia la spada sulle spalle del più celebre agente segreto del mondo nominandolo baronetto. Dopo una breve conversazione con la Monarca, Sean Connery indietreggia senza voltare le spalle, come giustamente si fa davanti a una Sovrana e, dopo un elegante inchino, si dirige verso i suoi fan. “E’ un onore per me e per la Scozia” dichiara l’attore davanti ai microfoni.

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Sean Connery viene nominato baronetto dalla Regina Elisabetta II d'Inghilterra


E’ morto nel sonno, dopo una lunga malattia. Potremmo certo rivederlo in uno dei suoi film, potremmo anche sorridere per quelle sue battute divertenti, accompagnate da quello sguardo ironico, ma non ci saranno più suoi nuovi film. Ci piace salutarlo come lo abbiamo sempre visto, elegante nel suo smoking mentre si gira e ci dice: sono Connery, Sean Connery.


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Sean-Connery nel classico abito scozzese